inserisci annuncio gratis Caldo e siccità, allarme nei campi


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incontri donna perugia Calo della produzione dagli ortaggi alla frutta, allevamenti in difficoltà con animali stremati dalle temperature elevate, l’agricoltura emiliano romagnola soffre il grande caldo che sta affliggendo l’Italia in questi ultimi giorni e che si prevede in intensificazione. Superano i 250 milioni di euro le perdite provocate in regione alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 che si classifica al secondo posto tra i più caldi e siccitosi dal 1800. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Emilia Romagna. Dal pomodoro al mais, dalla barbabietola ai foraggi, che hanno visto drasticamente ridotta la produttività, così come grano e frutta, anche se il calo – sottolinea Coldiretti – potrebbe essere compensato dall’alta qualità delle produzioni se non fosse per i prezzi sul mercato non ripagano i costi di produzione. In difficoltà gli allevamenti, sia per il minor raccolto di foraggio, sia per il calo della produzione di latte fino al 20% in meno causato nelle mucche dal caldo eccessivo. Una siccità eccezionale con i fiumi sotto lo zero idrometrico e una carenza di acqua che mette in serio pericolo le attività. L’aumento delle temperature estive, gli sfasamenti stagionali, la modificazione della distribuzione delle piogge e l’aumento dell’intensità delle precipitazioni sono effetto dei cambiamenti climatici che, secondo l’associazione, richiedono interventi strutturali. Ma i problemi dovuti alla siccità non sono solo colpa del clima, secondo Coldiretti Emilia Romagna, infatti, scaturiscono anche dalla mancata realizzazione di progetti che hanno più di dieci anni. Nel 2005 – ricorda Coldiretti – il Piano regionale di Tutela delle Acque aveva lanciato il censimento delle aree idonee a creare bacini per raccogliere le acque nei periodi piovosi ed erano state individuate cave e casse di espansione da utilizzare come depositi di acqua per far fronte ai cali di portata dei fiumi, in particolare del Po da cui deriva il 70% dell’acqua utilizzata per l’irrigazione. Il censimento è restato di fatto lettera morta e così stiamo pagando caro i ritardi della realizzazione del piano. Non è più possibile – conclude Coldiretti Emilia Romagna – continuare parlare sempre di emergenza: dobbiamo essere capaci di prevenire

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